Riabilitazione

Stime fatte in varie nazioni, indicano che i rapaci reintrodotti senza un'adeguata preparazione psicofisica hanno solamente il 20% di successo di sopravvivenza; dopo un'opportuna riabilitazione il successo sale all'80%, rendendo giustizia la lavoro di veterinari, guardie forestali, polizia provinciale e volontari e facendo si che le spese per cure e detenzioni siano servite effettivamente a qualcosa. Il compito del falconiere, una volta che il veterinario ha curato l'animale (trauma o patologia), è quello riporare il volatile nel pieno delle sue capacità di volo, nonchè con una forma mentale che lo porti a voler tornare a cacciare e fuggire i  pericoli. 

reintroduzione astore



Fase di liberazione di una femmina di astore selvatica,
in piena forma e vigore dopo la fase di riabiliazione.













Per fare questo si avvale di strumenti e tecniche "rubati" alla falconeria e riadattati in base alla situazione. Il rapace dovrà eseguire dei veri e propri esercizi, come in palestra, fino a tornare a volare libero. Seguirà poi un graduale distacco dal falconiere, fino al raggiungimento di una sufficiente autonomia. In questo periodo, il falco non dovrà legarsi troppo all'uomo in quanto dovrà mantenersi timoroso delle attività antropiche.

Pellegrino curato



Questo maschio di falco Pellegrino, recuperato nel feltrino, stava per morire sotto il sole cocente con le due zampe seriamente lesionate a causa di una picchiata finita contro i fili della luce. 

Non potrà più tornare a volare in libertà, perchè gli è stata amputata una zampa. Ma il fatto di averlo salvato è positivo per futuri progetti di reintroduzione, in quanto potrà essere messo in riproduzione.






 Rapaci recuperati negli ultimi anni

Tutti i rapaci recuperati sono stati consegnati alle autorità competenti o reintrodotti in natura.


 Cosa fare quando si trova un rapace in difficoltà



radiografie Harris

Se il rapace è un giovane (ramengo) e il comportamento è vitale, allontanarsi dalla zona: infatti esso è uscito dal nido ma ancora non sa volare bene, e sta attendendo i genitori che gli portino il cibo.

Se il rapace è ferito ma vitale (prova a scappare, si difende), cercare di spingerlo verso un angolo o un ostacolo e prenderlo con uno straccio, asciugamano o indumento, in modo da immobilizzarlo e coprire gli occhi. Metterlo in uno scatolone, chiudere lo scatolone e riporlo in un luogo tranquillo, fresco e all'ombra se è caldo, tiepido se è inverno. Tamponare le ferite in caso di evidente emoralgia.

Se il rapace è moribondo (occhio spento, non reagisce agli stimoli), prenderlo con un panno, dare da bere (con una siringa priva di ago o bagnandosi ripetutamente pollice e indice). Anche in questo caso lasciare tranquillo in uno scatolone e in ambiente idoneo.

In ogni caso chiamare subito il Corpo Forestale dello Satato (ritrovamento in parco nazionale) o il corpo di Polizia Provinciale.