Informazioni varie
sull'associazione e sui falchi

Storia
La falconeria non è una
moda o una
mania, un mostrarsi con un animale particolare.
Essa infatti, nasce migliaia di anni prima di Cristo, come modo per
procurarsi il cibo:
il falco, è uno straordinario cacciatore, e se capisce che ha vantaggio
nel collaborare con l'uomo,
dopo aver perso la paura innata nei suoi confronti, può farlo
egregiamente.
La falconeria richiede un grado di cultura elevato, ed anche per questo nel
medioevo era pratica riservata solo ai nobili
o ecclesastici. Il massimo esempio si ha con l'imperatore Federico II
di Svevia, che attingendo dopo una crociata dalla millenaria tradizione
araba, praticò, imparò e scoprì moltissimo, anche perchè ebbe modo di
possedere centinaia
di falchi e soprattutto decine di falconieri che lavoravano per lui.
Scrisse il trattato "De Arte venandi cum Avibus"
nel quale vi sono le esperienze valide tutt'ora per addestrare i falchi
e cacciare con essi.
Con l'avvento delle armi da fuoco, il falco venne visto come nemico e
non come collaboratore nella caccia, e per
questo perseguitato. Inoltre, l'inquinamento avutosi a partire dalla
seconda rivoluzione industriale portò sull'orlo
dell'estinzione numerose specie, tra le quali il falco pellegrino, il
quale fu salvato dal collaborare di falconieri,
ambientalisti e scienziati (in Italia si sarebbe estinto in quanto le
varie parti si sarebbero volute prendere in esclusiva il merito).
Negli ultimi anni, grazie ad una ripresa di consapevolezza da parte
della gente
sulll'importanza di stili di vita sostenibili, anche i falchi, che sono
come
tutti i predatori importanti indicatori sullo stato dell'ambiente,
stanno
ritornando a volare nei nostri cieli come un tempo.
I pericoli principali per un rapace
- fili della luce
- bracconieri (persone distinte dai cacciatori)
- pesticidi e veleni (ad esempio quelli usati per le
deratizzazioni)
- vetrate a specchio
- raccolta dei ramenghi
Ha senso la falconeria?
Perchè tenere in cattività un animale così selvatico e fiero
come il falco?
Ma innanzitutto, è legale?
In falconeria si tiene un rapace non per vederlo in gabbia, tenerlo
come soprammobile o status symbol, ma per portarlo il più possibile (o
certe volte a superarle) alle perforamance che avrebbe fatto allo stato
selvatico.
Per far questo deve essere tenuto in perfetto stato psicofisico, con il piumaggio non rovinato e soprattutto
deve volare quasi ogni giorno ed avere un'alimentazione abbondante e
bilanciata.
Alcuni cani che stanno una vita alla catena o pappagalli che non volano
più di un metro non sono esempi
paragonabili ad un falco tenuto da un falconiere. Naturalmente non ci
si può e non ci si deve improvvisare:
la profonda conoscenza della biologia, tecniche e attrezzature idonee
devono essere alla base di chi si
cimenta, pena profonde delusioni per l'apprendista e inutili e
insensate sofferenze per il rapace!!
Ecco perchè occorre frequentare un
corso..
Inoltre, per detenere un falco occorre acquistarlo presso un
allevamento riconosciuto, il quale rilascia il
CITES che attesta la nascita in cattività e quindi la commercibilità.
Grazie agli allevatori, che vivono per soddisfare la richiesta di
sempre più falconieri nel mondo, non ha più senso la razzia dei nidi
che veniva fatta
fino a circa 20 anni fa, da parte di collezionisti o commercianti.
Cosa e quanto mangiano i falchi?
In generale i rapaci mangiano carne fresca. Un falco pellegrino o uno
sparviere
ad esempio mangia quasi esclusivamente uccellì catturati al volo.
Un'aquila mangia anche caprioli, volpi e camosci, i notturni mangiano
moltissimi
topi e altri roditori che ingoiano interi. I gheppi mangiano insetti,
lucertole e piccoli mammiferi mentre le poiane ed i nibbi sono molto
adattabili arrivando talvolta a cacciare ma non disdegnando carogne,
pesce o qualsiasi altra fonte di carne.
Quanto mangiano? Circa il 15% del loro peso, ma le specie più piccole
mangiano in proporzione di più di quelle grandi.
I falconieri danno ai loro pupilli pollo giovane, quaglia, piccione ed
altra carne acquistata da ditte specializzate
che la forniscono congelata. Quando il falco cattura una preda il
falconiere gli lascia fare "gozzo pieno", ovvero lo fa mangiare quanto
vuole per ringraziarlo e premiarlo.
Ma il falco torna quando viene liberato?
Non è detto! Ed è questo il bello della falconeria...
Il falco mantiene sempre, chi più chi meno, un'indole selvatica, ma se
a
lui conviene stare con il falconiere ci torna volentieri. Se sa che dal
falconiere non trova cibo,
riparo e tranquillità deciderà di andarsene.
A volte possono capitare incidenti che portano falco e falconiere fuori
contatto, come improvviso vento forte,
un predatore o attività umana che impauriscono il falco, il passaggio
di una potenziale preda che lo distrae,
o altri fattori. Per rimediare a questo, ogni falconiere serio pone al
falco una piccola trasmittente, in modo
da poterlo localizzare ed eventualmente portarlo al sicuro.
Quanto veloce va il falco?
Dipende quale falco: alcuni sono molto veloci, altri lenti ma
manovrieri. Ogni rapace sfrutta le proprie caratteristiche per
sopravvivere, ma non è sempre la velocità a vincere.
L'animale più veloce del mondo è il falco pellegrino, il quale
raggiunge in picchiata circa i 400Km/h!!!
Sembra un vero e proprio proiettile, ma ha bisogno di grandi spazi per
cacciare.
L'astore, non raggiunge i 90Km/h, ma ha un'accellerazione
impressionante e può driblare alberi e ostacoli
con sorprendente agilità.
Poiane e nibbi non sono ne scattanti ne veloci, ma stanno in aria con
il minimo soffio di vento e per questo
possono pattugliare grandi zone senza sprecare energie.
I rapaci notturni non sono veloci, non sono agili e nemmeno
veleggiatori, ma sono specializzati nel silenzio:
grazie all'udito finissimo individuano la preda, studiano l'attacco e
con relativa calma catturano il malcapitato
senza che neppure possa rendersene conto.
E' pericoloso quando beccano?
E' credenza comune che l'arma dei rapaci sia il becco. In realtà i
rapaci, che solitamente hanno il becco uncinato
per poter strappare la carne ma non adatto all'attacco, usano i potenti
e affilati artigli, che letteralemente si
avvitano nelle carnidell'offeso.
Se gli artigli del piccolo gheppio sono paragonabili a degli spilli,
quelli dell'aquila possono perforare
completamente il cranio di un piccolo capriolo, e sono potenzialmente
mortali anche per l'uomo.
Quanti anni vivono?
Anche in questo caso dipende dalla specie: generalmente quelle più
grandi vivono più a lungo di quelle più piccole, ma mediamente possiamo
dire sui 15-25 anni.
I falchi utilizzati in falconeria vivono mediamente di più di quelli
selvatici, perchè trascorrono meno periodi a digiuno o in condizioni
climatiche estreme.
Quanto costa un falco?
Come un'auto: dai 200 euro ai 100.000 euro.
Naturalmente sono gli estremi, ma mediamente siamo sui 1000 euro.
ATTENZIONE però: se si vuole prendere un falco, il costo dell'animale
stesso e insignificante. Alla persona
che ha una vera passione non importa investire uno o due stipendi. Il
vero costo da tenere in considerazione è quello per le energie ed il
tempo investiti. Tenere il falco in voliera non è falconeria. Inoltre,
la maggior parte delle spese va fatta per garantire al falco
un'adeguato vitto è alloggio: congelatore per
la conservazione del cibo, falconiera (voliera speciale) dove il falco
possa stare tranquillo e senza danneggiarsi
le penne, sistema radiotelemetrico per poter aiutare il falco in caso di
difficoltà.
Prima di tutto però occorre mettere in preventivo il corso, o comunque
il seguire una persona esperta per almento una stagione.
Quanti tipi di rapaci ci sono?
Occorre per prima cosa suddividere i rapaci in diurni e notturni,
perchè sono molto diversi tra loro.
Tra i notturni dalle nostre parti vi sono, in ordine di grandezza, il
gufo reale, l'allocco, il gufo comune,
il gufo di palude, il barbagianni, la civetta comune, la civetta
capogrosso, la civetta nana e l'assiolo!
Tra i diurni ci sono i volturidi (avvoltoi),i falchi veri e propri e
gli accipitridi.
I falchi che volano sul bellunese sono: il pellegrino, il lanario, il
lodolaio e il gheppio.
Gli accipitridi comprendono astori, aquile, poiane e nibbi.
Da noi oltre all'aquila reale e l'astore ci sono: lo
sparviere, la poiana comune, il nibbio bruno, il nibbio
reale, il falco
pecchiaiolo, il falco pescatore (in realtà è un pandionide),
l'albanella e il biancone.
Oltre a questi vi sono diversi migratori o occasionali. E pensare che la maggior parte della gente pensa che esistano
solo aquila, poiana, falco, falchetto, gufo, civetta. Mi sbaglio?
Perchè alcuni falchi indossano una sorta di cuffia?
Quello è un cappuccio, inventato dagli arabi e perfezionato da vari
popoli del mondo, in base alle esigenze.
Anche se può sembrare una violenza nei confronti del falco, è in relatà
un sistema per rispettare
la sua psiche delicata e i suoi nervi sempre pronti a scattare. I
falchi, come si sa, hanno una vista molto sviluppata
oltre che nel vedere distante, anche per scorgere i movimenti. Spesso,
quando vedono mouvere qualcosa di strano si
impauriscono e sbattono rovinosamente le ali. Impedendone la vista, il
falco non vede i "pericoli" e sta tranquillo,
sonnecchiando o pulindosi il piumaggio.
Nel caso dell'immagine qui accanto, è stato utilizzato su una femmina
di astore selvatica nella fase che precedeva la lreintroduzione in
natura (notare un geto già tagliato), in modo da non stressarla con la
presenza ravvicinata dell'uomo.